la malattia di alzheimer

La malattia di Alzheimer

Il termine "demenza" indica una sindrome clinica caratterizzata dalla perdita di più funzioni cognitive di entità tale da interferire con le usuali attività quotidiane e di relazione.

Oltre alle funzioni cognitive (quali la memoria, il ragionamento, il linguaggio) sono presenti sintomi che riguardano la sfera della personalità, l'affettività, l'ideazione, la percezione, il comportamento. 

Per molto tempo la demenza è stata considerata una normale condizione legata all'invecchiamento. Questo ha portato ad una errata interpretazione dei sintomi iniziali della malattia che, ancora oggi, contribuisce a perpetuare il pregiudizio che questi siano effetti dell'età.

In realtà le modificazioni delle funzioni cognitive che si possono riscontrare con l'età sono stabili e non hanno un impatto funzionale, poiché l'anziano normale riesce a compensare in modo efficace queste alterazioni.

La diagnosi di demenza è quindi il risultato di uno scrupoloso e approfondito processo valutativo che risponde a criteri precisi e rispetta il principio della multidimensionalità.

Spesso quando pensiamo a malattie neurodegenerative si fa riferimento ad esempio a patologie quali: SLA, malattia Huntington. Tuttavia anche le demenze fanno parte della famiglia delle patologie neurodegenerative che colpiscono un numero sempre maggiore di persone. Oltre alla malattia di Alzheimer considerata la forma più comune di demenza, esistono anche altre tipologie come la demenza frontotemporale, la demenza vascolare, la demenza semantica e afasia primaria progressiva, con sintomi solo in parte sovrapponibili a quelli di una demenza di Alzheimer. Conoscere i sintomi della malattia, aiuta a comprendere meglio come affrontare le difficoltà legate alla patologia.

All’inizio i sintomi (difficoltà di memoria e perdita delle capacità intellettive) possono essere così lievi da passare inosservati. Nella maggior parte dei casi sono i familiari che si accorgono della presenza di disturbi cognitivi o comportamentali. Con il progredire della malattia, però, essi diventano sempre più evidenti, arrivando a interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nel compiere azioni più comuni, come vestirsi, lavarsi o andare alla toilette, diventano a poco a poco talmente gravi da determinare la completa dipendenza dagli altri.