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Cercando Grazia

Cercando Grazia

Federica Delachi

2020

La storia descrive il rapporto tra tre donne, Grazia (malata di Alzheimer), Federica (la figlia), Myrna la (badante). Si tratta di un legame nato dalla malattia, che porta le protagoniste ad affrontare insieme avvenimenti che evidenziano sofferenza, dolore, ma anche la capacità tutta femminile di adattarsi alla vita. La narrazione è divisa in due parti; la prima narrata da Federica, la seconda con l'intervento di Myrna.

Il testo si legge piacevolmente in quanto gli avvenimenti sono divisi in brevi argomenti che mescolano ricordi passati, esigenze presenti, dolori, felicità, delineati da titoli che spiegano i contenuti (Partenze, Ritorni, In Marocco, Lei, ex crocerossina, Traslochi, Intorno a noi la storia, ecc.).


Il racconto inizia con la visita di Federica alla struttura dove la madre è stata da poco ricoverata. La porta in sedia a rotelle e lì arriva Myrna "...Qualcosa in te la percepisce immediatamente... la accoglie con gratitudine... il sorriso che non puoi dare a me, che vedi molto meno...".

Seguono pagine di ricordi; Federica liceale, con due genitori speciali che l'adorano, i pranzi dal signor Wu, quando mamma poteva ancora uscire, l'incendio dell'azienda del padre. Poi "...La malattia e la sua imprevedibilità; talvolta sembra non esserci, si nasconde dietro lo schermo della normalità alla quale ci si affida... illusi e sorpresi. La presenza costante di Myrna che da domestica diventa badante e poi caregiver... mi consente il lusso di dimenticare che la mamma peggiora un poco ogni giorno, che il futuro per lei sarà un infinito ripetersi di sottrazioni...".


La prima volta che nel mondo si sentì parlare di Alzheimer fu negli anni '80, quando si ammalò Rita Hayworth. La perdita della memoria e della consapevolezza di sé sembrava una situazione mostruosa. La follia, i deliri, l'aggressività, turbano un pubblico ancora impreparato "...E come sempre feci l'errore di pensare che certi orrori non possono mai capitarti. Io e papà ci interrogavamo sui sintomi, all'inizio, quando si entra nelle terra di nessuno...Non una previsione, non una terapia, niente risposte alle domande...".

Il ricordo di un padre positivo, allegro, che all'improvviso scopre di avere un tumore. Agli inizi della malattia della moglie aveva rassicurato Federica "...Ci penso io... ma lui non avrebbe avuto tempo...". Viene operato, ma impediti sbagliano e lui muore. Intanto Grazia inizia a ripetere le cose che ha appena detto "...Forse è agitata per papà...". Invece ha l'Alzheimer "...la mia famiglia si disintegrò tutta nello stesso istante. Due malattie importanti e definitive, entrambe nello stesso tempo...". Federica. "...Devo lasciare la casa di famiglia... vendere tutto... un terremoto emotivo... rivedo mio padre che lascia la casa in barella... manca sempre il tempo per fermare, elaborare, per digerire... una vita di scelte, acquisti, eredità, si dissolve. Io terrò per me solo immagini (foto) e parole (lettere)...".


Un piccolo appartamento per le vacanze al mare "...Io e mamma, senza papà... la osservo... le vedo inattiva, fissare un punto davanti a sé... mi innervosisce... la volevo sana... era malata o no?...". Penso che beva e la porto alle sedute degli Alcolisti Anonimi, dove imparo una frase: "...Signore dammi le serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, e la saggezza di comprenderne la differenza...". Continua "...Un infinito dibattito con me stessa, dove alterno colpe e giustificazioni... forse la malattia di mio padre mi aveva distratto dalla sua...".


Nella seconda parte del libro è Myrna a raccontare la storia dal suo punto di vista. Tanti ricordi coincidono con quelli di Federica, come quando ascoltano il dialogo tra madre e figlio agli inizi della malattia "...Dimentichi tutto... non so cosa fare con te... era qualcosa che ho sperimentato tante volte... vorrei dire... non fatevi del male... conosco quella rabbia che ammala noi figli quando ancora dobbiamo accettare... quando in te c'è ancora forte il ricordo di come erano e improvvisamente non sono più...".

Gli inizi della malattia "...Mentre ancora fai la vita degli altri... ma capisci che quello è solo l'inizio. Pensavo che per mia madre bastasse una domestica...". Poi l'incontro con Myrna, sorridente, dolce, disponibile. Veniva dalle Filippine, dopo mesi di dolore; aveva perso un figlio e il marito l'aveva lasciata. Era tornata in Italia per lavorare "...Da noi nelle Filippine è una gioia occuparsi della famiglia sia nei periodi di abbondanza, sia in quelli in cui non c'è nulla...". Agli inizi Grazia e Myrna facevano tante cose insieme, uscivano, prendevano l'autobus "...Mamma aveva ricoperto un importante incarico nel campo pubblicitario; una mamma che era stata libera e indipendente si ribellava alla presenza della badante...". Myrna frequenta i corsi, impara facendo le cose; notte e giorno. Agli inizi della malattia infatti è tutto un agitarsi di speranze, indagini, farmaci, palliativi.


Dopo sedici anni di malattia i soldi sono finiti, quindi Federica considera il ricovero in una struttura. Le domande che si pone sono le solite "...Ma lei quanto capisce? ...quanto durerà... diventa sempre più piccola... allora lascio andare il passato e accetto solo il presente...". In effetti quella decisione era sembrata la fine di tutto, ma poi appare come l'inizio di un’altra cosa. Myrna, che è stata con Grazia tredici anni, deve trovare un'altra casa e un altro lavoro perché "...Io non ce la facevo più con le spese e anche tu non c'è la facevi più, però non dimenticherò mai quello che hai fatto per lei e per me... io in un diluvio di parole, lacrime, emozioni. Quante cose fatte insieme... come sarò io, orfana di mamma e di Myrna? Attorno a noi la casa ormai vuota e un lungo pezzo della vita insieme. Lei parla poco e io l'abbraccio...". Myrna sussurra "...Non ho più le forze di occuparmi di mammina, ora è il tempo per una vita diversa sua e mia; mammina ha bisogno di meno, io di piu...".


Grazia era sempre stata generosa con tutti, la sua casa sempre aperta "...Siamo sole... anche mamma voleva ormai stare sola tra le sue cose di sempre... nessuno chiede più di lei , oppure se mi chiedono non ascoltano la risposta... vado a trovarla meno... lei non dice più nulla di comprensibile... solo suoni, non parole... Alzheimer il regno dei vivi che si perdono... e non muoiono...".

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