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Tutto il blu del cielo

Tutto il blu del cielo

Melissa da Costa

2022

Melissa da Costa, Tutto il blu del cielo, Mondadori Libri, Milano, 2022

Emile è un ragazzo di 26 anni a cui è stata diagnosticata una forma di Alzheimer precoce; gli restano circa due anni di vita. Potrebbe entrare in un protocollo di sperimentazione, ma le possibilità di sopravvivere sono davvero poche. È per questo che decide di partire con un camper e viaggiare senza avvisare nessuno della famiglia.

Però non vuole andare da solo, quindi cerca su Internet un compagno/a di avventura "...Partenza il prima possibile...". La risposta arriva da Joanne, 29 anni,  vegetariana, ama la meditazione e la natura. Emile non sperava che qualcuno avrebbe risposto, poi l’entusiasmo prevale sui dubbi e i due si incontrano.

Joanne è piccola, fragile, vestita di scuro, con un grande cappello e un enorme zaino rosso, di poche parole "...Andiamo? ...Dove? ...Verso i Pirenei, per me non ha alcuna importanza...".

Partono e mentre la donna dorme Emile si accorge che ha una certa somiglianza con la sua ragazza che lo ha abbandonato da tempo. Non ha lasciato nessun biglietto, forse spedirà una lettera ai genitori. I dialoghi per conoscersi. Il lavoro di Emile consisteva nel mettere in contatto gli Hotel con i siti di prenotazione.

Lei è stata per otto anni la custode in una scuola per bambini dove era subentrata al padre anziano; vivevano insieme in una piccola casa, e coltivavano un orto. Partono e raggiungono un piccolo paese alla base dei Pirenei, con l’intenzione di fare tracking in montagna. Da una telefonata Emile capisce che la ragazza deve aver lasciato un compagno, che la cerca ancora.

A questo punto Joanne suggerisce ad Emile di scrivere un diario con tutto quello che lui farà da dare ai suoi familiari "...Tutti abbiamo bisogno di tornare indietro nel tempo prima di andarcene...".

Spesso i ricordi dell’amico Renaud, della sorella, dei genitori si affacciano alla memoria "...Non ho ancora capito bene cosa stia succedendo nella mia testa... potrei farvi un elenco dei motivi che mi hanno spinto a partire ...non voglio morire attaccato ad una macchina... non voglio diventare un peso... non voglio che l’ultima immagine che avrete di me sia quella di un uomo debilitato... non ho voluto dirvi addio... vi scriverò... almeno fino a quando mi ricorderò di voi...".


Nel camper dormono uno nella parte bassa e l’altro nella parte alta. Emile confessa "…Mi capita di dimenticare piccole cose...". Il viaggio continua, i posti sono bellissimi, come gli incontri con tante persone, la ricerca di acqua e cibo, mangiare insieme, cercare di conoscersi. Poi, Emile ha un malore improvviso, il ricovero in ospedale, e la fuga. È allora che decidono di sposarsi in modo che Joanne diventi la sua tutrice legale e possa decidere per Emile se avrà altri ricoveri. Si stabiliscono per un po' in un paesino a casa di Myrtille, una signora anziana che accudiscono. Deve passare almeno un mese perché il Comune possa sposarli.


Emile scrive del matrimonio all’amico Renaud, e alla madre, poi descrive la casa alla sorella "…Sono felice e sto vivendo la vita che voglio… dicono che allontanarsi dalle persone fa capire meglio quanto si amano… siete sempre con me dovunque io sia...". Si sposano, i buchi di memoria peggiorano, ma l’avventura continua. Dopo i monti decidono di andare verso il mare. Intanto Joanne insegna ad Emile la meditazione, che significa essere presente a ciò che accade dentro e fuori di noi; imparare essere li e non altrove. Emile continua a scrivere nel suo quaderno, e la dolcezza del clima attenua l’angoscia. Ma una sera sparisce e Joanne si sente in colpa "...Aveva promesso di vegliare su di lui...".

Sono passati quattro mesi da quando sono partiti "...Ma non era previsto che lei piangesse davanti alla prospettiva di perderlo e che lui si sentisse morire all’idea di dimenticarla. Avrebbero dovuto comportarsi come due sconosciuti... si era messo in viaggio perché non aveva più niente da perdere... aveva lasciato genitori, sorella, il migliore amico. Era salito sul camper sereno perché non aveva più nulla... Aveva raccolto quella ragazza e al posto di lasciar andare la vita, ci si era aggrappato.  Oggi, grazie a lei non vuole più lasciare il mondo... sono felice come mai... Sono contento di averla trovata...".


Partono, si fermano, cucinano quando possono, parlano con chi incontrano, sempre in luoghi nuovi. Arriva l’autunno. Le confidenze tra loro. Il padre di Emile inghiottito dalla quotidianità, Joanne che aveva avuto un bambino autistico morto affogato per una distrazione del padre, un giovane maestro che era andato ad abitare con lei nella piccola casa della scuola. I problemi con i genitori di Leon, il maestro, che non ha dimenticato Joanne e le telefona ancora. Intanto Emile e Joanne trovano lavoro con altri giovani in una baita da ristrutturare in cambio di vitto e alloggio.

Arriva la notizia della morte di Myrtille, la vecchia signora che avevano accudito; Emile  e Joanne sono in fondo alla chiesa "...Lei sarebbe stata felice di vederli...". Poi è Natale "...Probabilmente il primo ...forse l’ultimo...". Tutti nel cantiere sono andati dalle famiglie. L’amore con Emile "...Mi sono innamorato di te...". Ma Emile cade nel cantiere e non ricorda niente. Diventa aggressivo. Le prime volte, quando si riprendeva era consapevole di aver perso la memoria, ora prova solo una grande confusione. "...Le amnesie sono sempre più frequenti e i ricordi sempre più lontani nel tempo...". Joanne ripensa a suo figlio, Tom, il bambino silenzioso che non parlava, ma dipingeva sempre l’azzurro del cielo e del mare.


All’arrivo della primavera Emile non è più in grado di lavorare e Joanne decide di lasciare la comunità, ma il proprietario li manda da un amico che ha un ecovillaggio, dove Joanne potrà insegnare meditazione. Emile non sa più dove si trova "...Portami dai miei genitori... Io non ti ho mai visto...". A maggio un attacco di cuore e il ricovero; gli restano poche settimane. Joanne porta Emile tra le montagne, guidando il camper, mentre lui scrive "...Dovrei essere morto lontano dagli ospedali, in un posto isolato tra le montagne... ho dato notizie per la cremazione. Mi prenderò cura di Tom e ci vedremo lassù... Grazie per aver mantenuto la promessa...".

A questo punto Joanne decide di contattare la famiglia di Emile, che ormai ha solo due giorni di vita "...Siamo in una baita sui Pirenei. Vi prego, promettetemi che non lo porterete in ospedale...". Poi se ne va.

Ai funerali c’è tanta gente, ma Joanne resta fuori dalla chiesa; però va al cimitero dove sono state portate le ceneri e seppellisce le loro fedi nella terra, poi girandosi si trova davanti alla sorella di Emile "...Ho letto il suo diario e ci tenevamo a ringraziarla per quello che ha fatto. I miei genitori hanno passato l’ultima notte con lui nella baita...".

Marjorie informa Joanne che ha sistemato per lei una camera a casa sua, tutto su consiglio di Emile, che non voleva lascarla sola. Mentre la ragazza cerca di rifiutare, Marjorie si accorge che sta aspettando un figlio "...La bambina nascerà fra un mese...". Joanne non ha più fretta di rientrare.

Il libro termina con una citazione di Paulo Coelho "...Ogni giorno porta con se l’eternità...".

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