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Lettera d'amore scritta a mano con penna stilografica su carta antica, dedicata alla moglie Errica

30 settembre 2024

Noi caregiver, aiutateci con l’assistenza domiciliare

Lo scorso 21 settembre c’è stata la Giornata mondiale dell’Alzheimer, mostro che in Italia assale oltre un milione di malcapitati e intrappola a tradimento tre milioni di familiari, ribattezzati caregiver, con spese e sacrifici enormi per soccorrere un parente che, se il suo quadro clinico è senza speranze, riceve 531 euro mensili di pensione di accompagnamento insufficienti per chiedere l’aiuto di una badante preparata. A parte casi eccezionali di associazioni di volenterosi, la società si gira dall’altra parte consapevole della condanna già sentenziata per quei disgraziati. La scienza, la medicina se ne appassionano a livello di ricerca obbligata dalla coscienza, ne approfondiscono cause ed esperienze tramite seminari senza costrutto.


Accettato che non esistono vaccini, farmaci, terapie risolutive, si ricorre a metodi energici per tentare di rallentare la progressività della malattia: sedativi, tranquillanti, ipnotici, di fatto palliativi. Forse se ne riesce a contenere l’aggressività, le follie, ma è inevitabile si affretti il rapido declino delle funzioni vitali. Negli Usa e in altri Paesi si destinano fior di quattrini almeno per migliorare la qualità della vita e irrobustire le risorse del calore sociale e degli affetti familiari.


I caregiver non hanno bisogno di cordiali incitamenti, ma di garanzie sull’unica alternativa utile di pronto soccorso nazionale per le demenze oggi destinate a soccombere nell’emarginazione: assistenza domiciliare pubblica quotidiana di carattere sanitario e sociale come dimostra l’esperienza di altri Paesi senza dispersione di denaro pubblico in mille inutili rivoli.


Fonte della notizia: www.corriere.it

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