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Il giro di parole


Il progetto "Il giro di parole", nella seconda fase, nato dal sostegno economico della Banca d’Italia, è diretto al nucleo familiare dei malati di Alzheimer e vuole fornire supporto e sostegno psicologico ai caregiver fortemente gravati dal peso dell’assistenza.

Il presupposto di questo progetto è quello di creare una rete di supporto all’interno della quale i familiari possano arginare gli effetti negativi derivati dalla malattia del proprio caro, prevenendo il rischio di depressione, ansia, isolamento ed emarginazione sociale.

Il progetto si pone l’obiettivo di osservare il nucleo familiare come un tutto invece che come una somma delle sue parti, infatti, quando una parte del nucleo familiare soffre di una malattia e in questo caso per una malattia, le relazioni familiari ne subiscono le conseguenze. Aiutando le famiglie a prosperare come unità donando loro un adeguato sostegno, facilita il raggiungimento di un equilibrio e di un'armonia nella condivisione dell’assistenza alla malattia. La prima fase del Progetto, nato nel 2020, ha evidenziato come la pandemia abbia influenzato negativamente le relazioni all’interno della famiglia stessa, creando ulteriori difficoltà nella gestione del malato e minando la stabilità dell’intero nucleo familiare. Ecco perché si è deciso di estendere il supporto a tutti i membri della famiglia, per agevolare il cambiamento verso una migliore comunicazione, favorire l’empatia e di conseguenza fortificare le relazioni migliorando il clima familiare e quindi il benessere del malato.


Il progetto rivolto all’intero nucleo familiare si pone i seguenti obiettivi specifici:

  • Offrire sostegno al singolo individuo per supportare l’intero nucleo familiare

  • Contrastare il senso di isolamento sociale

  • Creare una rete in cui potersi confrontare

  • Creare uno spazio protetto in cui poter condividere il proprio vissuto

  • Individuare le problematiche oltre la gestione della malattia

  • Fornire un background utile ai familiari per gestire la malattia


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Al fine di raggiungere gli scopi prefissati si è privilegiata la pratica del gruppo di auto-aiuto perché riesce a mettere in primo piano il familiare come protagonista attivo nel miglioramento della propria quotidianità.Il ruolo dello psicologo è fondamentale per facilitare la creazione di uno spazio tra pari ritenuto fondamentale per la condivisione e la gestione della malattia. Il progetto è rivolto a 30 nuclei familiari con un caro affetto da una forma di demenza ad esordio tardivo > 65 anni, di ambo i sessi suddivisi tra:


  • Caregiver primari: familiari che si prendono cura in modo assiduo e continuativo del malato affetto da demenza (ad esempio coniuge convivente);

  • Caregiver secondari: familiari secondari o "marginali", che assistono il malato in maniera saltuaria o non continuativa (ad esempio figlio/a non convivente)


In conclusione il progetto "Il giro di parole" consente la presa in carico dell’intero nucleo familiare, dando spazio alle difficoltà del singolo, sottolineando il carico assistenziale percepito, dando valore sia ad una visione individuale che condivisa e dinamica di una realtà complessa come può essere quella di cura di un malato di Alzheimer, per limitare la percezione di stress percepito, con conseguente miglioramento della qualità di vita del malato e dell’intero nucleo familiare.


Per maggiori informazioni chiama o invia un WhatsApp al

numero +39 379 261 37 58. 

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