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Il libro Alzheimer - come parlare e comunicare nella vita quotidiana nonostante la malattia di Pietro Vigorelli insieme ad altri libri sull'Alzheimer.
Alzheimer - Come parlare e comunicare nella vita quotidiana nonostante la malattia

Alzheimer - Come parlare e comunicare nella vita quotidiana nonostante la malattia

Pietro Vigorelli

2018

“Non si può non comunicare.” Questo famoso assioma è il perno, la spina dorsale ideale intorno alla quale Pietro Vigorelli (psicoterapeuta e promotore del Gruppo Anchise) costruisce questo testo. Risalta al contempo come imperativo morale e come esempio fattuale rivolti essenzialmente ai caregiver, che siano professionali o familiari, nell’ambito dell’assistenza agli anziani in generale e ai pazienti di Alzheimer in particolare: intorno al linguaggio dunque, e a tutto quello che vuol dire comunicare, si sviluppano i pensieri e le conclusioni dell’autore.

Dopo una rapida ma molto documentata panoramica sulla storia della linguistica moderna (da De Saussure a Jakobson fino al contemporaneo Searle, tra i tanti) e la sua relazione con le varie branche della medicina neuropsichiatrica, l’autore esplicita con molta chiarezza i fondamenti e la metodologia di ciò che lui ha definito APPROCCIO CAPACITANTE: ovvero una teoria – quasi una filosofia – e una pratica volte ad utilizzare al meglio il linguaggio, verbale e no, nel comunicare con persone affette da demenza e finalizzata al raggiungimento di una convivenza sufficientemente felice.


In brevi e incalzanti capitoli vengono elencati e spiegati gli approcci più corretti ed efficaci e quelli assolutamente da evitare, tenendo sempre presente un modello di comunicazione complessivo, comprendente cioè l’aspetto meramente verbale e gli aspetti legati invece alla gestualità, all’espressività, alla distanza tra gli interlocutori e ai vari gradi della loro relazione.

Riportando stralci di colloqui tra pazienti e operatori (conversazione immateriale, ovvero soltanto le parole) l’autore analizza di volta in volta le forme sintattiche del discorso, la qualità del vocabolario e le proprietà di ogni singolo termine, le ridondanze e le omissioni all’interno della frase.

Ricomponendo poi il dialogo nella sua interezza (conversazione materiale), rappresenta ogni gesto, soppesa ogni silenzio, misura le distanze tra gli interlocutori e descrive il contesto, disegnando uno scenario assai vario, esaustivo e stimolante.


Ogni sfaccettatura della relazione tra paziente e operatore ha dunque il suo rilievo e la sua coerenza, e i casi che l’autore mostra in questo libro sono molteplici e assai dettagliati, spaziano per fare solo qualche esempio:

  • Dall’operatore che nel compiere un’azione qualsiasi non la comunica verbalmente, trasmettendo in tal modo un’impressione di indifferenza verso l’assistito;

  • A quello che, ripetendo frequentemente le parole conclusive delle frasi più significative pronunciate dal paziente (effetto eco), ne gratifica il valore;

  • Dal paziente che si veste in piena notte per uscire e l’operatore che mette in risalto il gesto in sé (compiuto cioè da un io funzionale), mitigando al contempo l’incongruenza dell’orario (incongruenza propria di un io deficitario);

  • Fino agli appigli che il caregiver deve continuamente ricercare a fronte di parole o intere frasi apparentemente prive di significato (l’autore sottolinea più di una volta che il paziente intende sempre voler esprimere qualcosa, dunque ogni parola o asserzione presa in sé contiene un senso, che va però individuato e interpretato).


Le pagine del testo espletano in tal modo la doppia funzione di manuale e di campionario di situazioni con realismo e analiticità, mettendo in un certo senso da parte (senza però sminuirle) le argomentazioni concernenti la patologia tout court.


La tutela della persona (perché di questo si tratta, ci dice Vigorelli con forza) è l’obiettivo indiscusso di questo libro, e ogni sua pagina restituisce attraverso la valorizzazione di tutti i sensi (la parola, la vista, il tatto, l’udito…) e l’acutezza nell’interpretazione del contesto e delle contingenze un universo fatto di corpi, di sentimenti, di sofferenza ma anche di sufficiente felicità, nel quale trovano una giusta valorizzazione e una sicura protezione la qualità delle relazioni umane e la verità dell’inesauribile profondità di ogni individuo.

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