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Wayfinding e Demenza - l’ambiente urbano dal punto di vista delle persone con demenza

Wayfinding e Demenza - l’ambiente urbano dal punto di vista delle persone con demenza

Livio Dal Bosco, Giulia Decarli e Giovanni Leoni

2024

In questo libro, gli autori affrontano il complesso tema di come gli anziani e, nello specifico, le persone affette da demenza, percepiscano lo spazio urbano, evidenziando come quest'ultimo rappresenti spesso un ostacolo alla loro autonomia.


Il fulcro dell'analisi è il wayfinding, ovvero la capacità di orientarsi e trovare la strada nello spazio. Si tratta di un processo che coinvolge dinamiche mentali molto articolate, che gli autori illustrano attraverso la "Psicologia dei costrutti personali" di George Alexander Kelly. Questo approccio è fondamentale per affrontare il tema della demenza: oggi sappiamo infatti che, oltre alle alterazioni della struttura cerebrale, la patologia comprende una profonda dimensione sociale. I sintomi non sono esclusivamente cognitivi, ma coinvolgono la personalità, la sfera affettiva, l'ideazione e la percezione.


Superando il rigido paradigma clinico-sanitario — che vede nell'anziano con demenza un soggetto passivo e solo bisognoso di cure — il testo suggerisce interventi di natura diversa per migliorarne la qualità della vita. Uno dei principali obiettivi è restituire alla persona un margine di autonomia. Lo spostamento nello spazio presuppone infatti diverse abilità: le sole rappresentazioni mentali non sono sufficienti per un corretto orientamento, poiché sono necessarie operazioni cognitive complesse che vengono inevitabilmente compromesse dalle patologie degenerative.


Il disorientamento, tuttavia, dipende in misura rilevante anche dalla struttura dell'ambiente circostante. Un contesto "orientante", capace di offrire punti di riferimento stabili, può supportare in modo determinante i processi cognitivi della persona fragile. Ciò apre la strada a interventi mirati sullo spazio urbano, progettati per incoraggiare la navigazione autonoma.


A supporto di questa tesi, gli autori presentano uno studio pilota condotto a Borgo di Vezzano, che introduce il TEPd (Through the Eyes of a Person with dementia). Questo innovativo strumento di valutazione permette di osservare il contesto urbano "attraverso gli occhi" di chi vive la malattia. Lo studio si avvale della partecipazione diretta dei soggetti affetti da demenza per esplorare il loro vissuto ambientale. Attraverso questa esperienza concreta di wayfinding, è stato possibile individuare criticità, zone di confusione ed elementi di chiarezza nello spazio cittadino.


In definitiva, gli autori riportano al centro la voce delle persone con demenza e la loro prospettiva unica. Ne emerge una nuova e necessaria consapevolezza: la progettazione urbana non può rivolgersi esclusivamente a chi è totalmente autosufficiente, ma deve farsi carico di un'inclusività reale, capace di accogliere anche chi convive con la demenza.

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