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La monogamia dei calzini

La monogamia dei calzini

Giulia Pretta

2022

Di ogni libro leggo con attenzione il titolo, la prefazione, l’indice degli argomenti. In questo caso ho pensato che il titolo troverà una sua motivazione durante la lettura; quanto all’introduzione per me non è mai stata una parte fondamentale, quindi sono andata alla fine del testo e ho trovato un’interessante postfazione. Del resto, anche l’indice è "sui generis", dato che comprende elementi temporali (Passato, Intermezzo, Presente) collegati alle diverse stanze dell’abitazione della protagonista (salotto, cucina mansarda, bagno, ecc), a cui sono affiancati mesi e date.


A questo punto ho letto la postfazione, di cui riporto alcune considerazioni "...Ogni narrazione ben riuscita deve contenere un quesito, più o meno nascosto. Qual è la domanda a cui questa storia cerca una risposta?...". La narratrice ci porta subito dentro la storia: lui invita lei, appena conosciuta, in una sala danzante, a ballare un tango. Lei odia il tango ma danza comunque con quell’uomo. Pare l’inizio di una storia d’amore e invece siamo quasi alla fine, perché i due stanno insieme da nove anni. Solo che lui l’ha dimenticato, lo impara e lo scorda subito dopo, ogni giorno, poi ogni ora, poi lo dimenticherà per sempre.


INGRESSO (ottobre 2016)

I protagonisti Alice e Alberto stanno rivivendo il primo incontro "...Sei la donna più bella della sala.. e Alice aggiunge...". Anche la più imbranata. Poi tornano alla realtà "...Alice sei tu?.... si, Alberto, sono io. Andiamo a casa. Alice si sentiva fortunata. Riusciva ancora a far colpo sul suo compagno... bastava solo un pizzico di Alzheimer per realizzare l’alchimia... sei sempre tremenda a ballare. Rientrati a casa... Alice non riusciva a capire quando aveva cominciato a dimenticarla...". La colazione, poi la telefonata di Riccardo per giocare a Vampiri. Non giocavano da tempo, ma volevano coinvolgere Alberto per tenerlo occupato. Erano un gruppo di amici che amavano i Giochi di ruolo, in inglese LARP (Live Action Role-Playing), dove i protagonisti interpretano fisicamente i personaggi che hanno scelto;  rappresentano avvenimenti reali o immaginari, del tipo fantascienza fiabe, storia. Potevano durare poche ore, ma anche giorni; non prevedevano un pubblico, ma solo i partecipanti. Del gruppo fanno parte quasi tutti i protagonisti del libro: Alice, nata il 16 aprile del 1979, Interior  Designer, appassionata del fumetto Diabolik e della tequila, Alberto, attuale compagno, gestisce lo shop on line di 160 aziende; Loretta, sorella di Alberto, detta Frittella, segretaria in uno studio odontoiatrico; il marito Davide insegnante di matematica; Riccardo, neurologo, ex compagno di Alice.


PASSATO, Salotto (febbraio 2007)

Alice era stata per cinque anni la compagna di Andrea, che l’aveva lasciata portandosi via la loro collezione del fumetto Diabolik "...Era sorprendente che Andrea avesse sopportato tutti i suoi tradimenti. Dopo di lui Alice ha frequentato Riccardo, medico neurologo, che la critica spesso per amare troppo l’alcol...". Le donne reggono meno degli uomini. Sono rimasti amici e continuano a vedersi per i giochi di ruolo, anche se lei ora sta con Alberto.


CUCINA (marzo-aprile 2007)

Alice lavora in un’Agenzia Immobiliare, quindi ha sempre appuntamenti per vendere/affittare appartamenti di ogni tipo. Per lei gli studenti sono i clienti più difficili. Un giorno, dopo diversi giochi di ruolo, Riccardo telefona ad Alice per dirle che Alberto ha chiesto se lei è single. Il successivo appuntamento per giocare è fissato a casa di Alice. Alberto arriva un’ora prima; ha dimenticato l’ora legale, ma anche il compleanno della sorella. È un informatico che lavora da casa e fa Programmi Gestionali per aziende. Chiede ad Alice "...Potresti aiutarmi a trovare un appartamento? 16 Aprile, compleanno di Alice, è per lei una giornata piena di contrattempi; ma quando torna a casa inciampa in un pacchetto che contiene il  Diabolik pubblicato il 16 aprile 1979, anno di nascita di Alice. Nel biglietto che lo accompagna c’è il numero di un ristorante cinese, che contattato risponde... tavolo per due, ore 20,30, conferma?...".


GIARDINO (maggio 2008)

Alberto visita molte case con Alice, ma non trova niente di soddisfacente. Intanto ha cominciato ad occuparsi del giardino della casa dei genitori di Alice, dove adesso convivono. All’improvviso Alberto propone "...Nelle case che mi mostri non ci sei tu dentro... Dovremmo sposarci... Voglio vivere con te. Possibilmente in questa casa, ma se vuoi cambiare, la cerchiamo insieme...".


STUDIO (gennaio 2009)

Tutti i giocatori di ruolo vengono coinvolti nella ristrutturazione della casa di Alice e Alberto; iniziano a demolire i muri, sui quali ognuno ha disegnato cose/persone odiate "...Una specie di catarsi. Nel frattempo Alberto prende lezioni per la patente. Alice non conosceva nessun’altra donna della sua età che doveva accompagnare il fidanzato con il foglio rosa. Nel frattempo, Davide e Loretta (sorella di Alberto) aspettano un figlio, ma non sono contenti perché sono sposati da poco. Alice propone di darlo in adozione, suscitando le critiche di tutti. Il nome scelto, Marcello, era del padre di Alberto e Loretta. I lavori di demolizione proseguono tra discussioni, giochi, considerazioni, fino a quando Alice decide...". Che ne dite? Chiamiamo dei professionistii?


STANZA DEGLI OSPITI (dicembre 2009)

Alice si è licenziata dall’Agenzia Immobiliare perché vuole aprire uno Studio di Interior Design. Per questo la ristrutturazione della casa prevede due studi. Alberto "...Siamo un ingranaggio perfetto... ruote dentate che si incastrano bene... siamo secchi e spigolosi tutti e due. Poi arriva inaspettata la scoperta che Alberto e Alice non possono avere figli per colpa di lui... possiamo adottare, se vuoi... ma per Alice... non aveva senso forzare il destino...". Il pacchetto di calzini per bambini comprato da Loretta per il figlio, viene spedito per sbaglio a casa di Alice. Alberto, mescolando i calzini commenta "...Possiamo dirle che avere i calzini spaiati aiuta i bambini a sviluppare più rapidamente... ma Alice conclude che... in fondo i calzini stanno bene accoppiati... e conclude... voglio il numero dell'operaio...". Alberto pensa "...Nemmeno il mago di Oz potrebbe darti un cuore, e aggiunge che il prossimo compleanno le regalerà dei bulloni al posto dei fiori. Intanto continuano a montare insieme i mobili dei loro studi...".


MANSARDA (novembre 2011)

La scala per salire si tirava giù dalla botola con difficoltà; era stata fatta per  persone in salute e forza, tanto che Alberto non faceva nessuna fatica. Salgono in cerca di giacche da sci; ma si ritrovano tra armadi, cassapanche, albero di natale, calendario del 1979, anno della nascita di Alice "...Dici che esistono mansarde ordinate?...". Alla fine, tirano fuori le giacche, ma sono fuori moda, quindi devono comprarle nuove. Tra le tante cose nella mansarda Alice ha trovato i puzzle che faceva da bambina; così insieme ad Alberto iniziano a fare programmi su quando saranno vecchi insieme, seduti in veranda a bisticciare sui pezzi dei puzzle che dovranno essere grandi "...Perché saremo entrambi delle talpe...".


BAGNO (maggio 212)

Alice ha avviato la sua attività di Ristrutturatrice. Telefonate con i clienti, scelte di materiali "...Mi è venuto un dubbio...". Non ha idea di quanti ne ho io. Alberto si occupa della cena e fa la spesa al supermercato, mentre Alice tenta tre test di gravidanza tutti negativi.


CAMERA DA LETTO (Ottobre 2012)

 Alberto, per vivacizzare il rapporto con Alice, la ammanetta al letto "...La prossima fantasia sarà l’infermiera... ma, quando cerca le chiavi non riesce a trovarle... perchè sono ancora legata al letto? Alberto... perché sono un rincoglionito...". Dopo momenti di panico, ripensano insieme alle cose fatte; così Alberto ritrova le chiavi nel bagno al piano di sotto, dentro il bicchiere dello spazzolino da denti. Alice commenta "...Non ti ricordavi cosa avevi fatto, dove eri andato... Sei sicuro di stare bene?...".


INTERMEZZO,  INGRESSO (febbraio 2013)

Negli anni Alice non era migliorata in quanto a delicatezza. Arriva la busta con gli esami clinici di Alberto "...Il tizio che ho trovato nel parco seduto su una panchina a fissare il vuoto...". Alberto si difende ricordando che il fatto è avvenuto tre mesi prima. Tutte le altre analisi erano buone. Questo esame, basato su un colloquio, prevede un punteggio da 26 a 30, per essere a posto. Alberto apre la busta "...Venticinque. Alice si infuria... ma si può chiedere lo spelling di una parola al contrario? Tutto qui il progresso diagnostico? Alberto resta in silenzio. Aveva già chiesto a Riccardo cosa succedeva sotto la soglia... I significati non possono essere così tanti...".


PRESENTE, Cucina (novembre 2013)

Riccardo, Loretta, Alice, stanno cercando di coordinare colori e oggetti nella cucina, per facilitare la quotidianità di Alberto; stanno anche aspettando gli operai per cambiare il piano cottura da gas a induzione. Poi, un improvviso colpo violento di Alberto aveva tirato giù un pensile "...Al, tutto bene?...". Ma Alberto sferra un altro pugno contro l’anta "...Al terzo pugno lo spacco questo mobile se non state zitti...". Per fortuna arrivano i montatori del piano di cottura che riattaccano anche il pensile. Le cerniere avevano ceduto "...Non abbiamo più quelle in acciaio, bronzata va bene?...". Alberto approva, ma Alice commenta "...Non è che adesso mi chiedi perché quella in basso è color bronzo e quella in alto è argento?...". Nel frattempo, continua il lavoro dei colori (blu, giallo, rosso) per distinguere gli oggetti in cucina. Il rosso viene scelto per le ciotole, che Alice però trova tutte rotte in cucina "...Hai l’Alzheimer e io non me ne ero accorta... per fortuna me lo ricordi ogni dieci minuti... i cambi di scenario possono essere difficili da affrontare... domani ordino altre ciotole...".


SALOTTO (marzo 2014)

Era molto tempo che non giocavano più. Intanto, Riccardo aveva lasciato Alberto ad un suo collega, Ivan, che si integra presto nel loro gruppo, anche perché è un giocatore. E Alberto gli racconta qualcosa della sua storia recente "...Vado in terapia due volte a settimana... chiamo mia sorella Frittella perché non sono sicuro del suo nome, Loretta o Lorella... la sera divento difficile da gestire, ecco perché giochiamo il sabato pomeriggio alle tre. Ci vedo, cammino, posso bere. Il neurologo mi ha invitato a mantenere le attività che facevo, come i puzzle, ma anche il gioco dei ruoli...".

Nel gioco Ivan ha preso il ruolo del dr. Martens; aveva studiato teatro e usava accenti diversi per i personaggi. Quindi il gruppo continua a incontrarsi, anche se a volte qualcuno teme di evidenziare involontariamente problemi collegati all’Alzheimer. Alle 18:30 tutto termina e Alberto si mette a guardare la tv; ma prima puntualizza che il colore della cerniera cambiata lo scorso novembre è il bronzo. È un espediente escogitato insieme ad Alice per controllare la sua memoria.


GIARDINO (febbraio 2015)

In giardino, al freddo per fare più in fretta, Albero e Alice compilano i moduli per la pensione di accompagnamento. L’invalidità totale non è messa in discussione. Poi passano alla Procura "...La cosa più simile a un matrimonio che avremo mai. Il tutto per l’appuntamento con il notaio... sicuro che debba essere io?...". Chiede Alice. Segue il testamento olografo. Mentre Alberto si prepara a scrivere, Alice immagina cosa vorrebbe leggere "...Lascio tutto ad Alice Vivaldi, mia moglie. La chiamo così anche se non è mai diventata mia moglie perché ripetevo... cosa vuoi che ci serva un pezzo di carta? Hai paura che muoia domani? E invece mi è venuto l’Alzheimer precoce che nessuno immaginava...". Seguono tante altre volontà che Alice pensa; ma si rende conto che Alberto sta ancora aspettando di scrivere il testamento reale, dove vengono menzionate eredi lei, e la sorella di Alberto, Loretta "...Ora firma e siamo a posto...".

Poi Alberto si ricorda del testamento biologico "...Tanto non siamo sposati... non sei mia moglie...". Quelle parole ricordano ad Alice la frase che tanti adolescenti dicono alle madri adottive "...Tanto non sei mia madre... allora pensa... chissà se anche a loro quella frase faceva male come alle concubine...".

Alice regala ad Alberto un salvavita del 1992 con un bottone rosso per chiedere aiuto "...Andava tutto bene negli Anni Novanta, nessuno le aveva ancora chiesto di prendersi la responsabilità di qualcun altro...". Nel frattempo, Alberto riflette sugli stadi terminali della malattia "...Promettimi che non mi farai finire in un letto con le piaghe... chiamandoti mamma... se arrivo al punto di non ricordarmi cosa ho fatto in preda all’ira... è arrivato il momento di abbattermi... cosa ne pensi?...".

Era come se Alberto stesse programmando l'avventura di un gioco di ruolo "...Una di quelle dove i personaggi non sanno cosa stanno facendo... agiscono a caso e si fanno del male a vicenda...". Alberto aggiunge "...io per te lo farei..."; Alice ribatte "...Vuol dire che io non ti amo quanto mi ami tu...". Alberto conclude "...Questo l’ho sempre saputo...". E sorridendo aggiunge "...Dobbiamo fare il testamento; ti lascio tutto... puzzle inclusi?...".


BAGNO (novembre 2015)

Erano mesi che non organizzavano un gioco; scrivere avventure era sempre piaciuto ad Alberto, e alcune non erano niente male. Nel frattempo sparisce l’orologio di Alice "...Chi le diceva che le chiavi erano le cose più facili da perdere, non aveva mai avuto un Alberto malato per casa...". Era impegnata nella ristrutturazione di un Bed and Breakfast e aveva sempre fretta. Entrambi cercano l’orologio senza trovarlo. Intanto Alberto è andato al piano di sotto per fare la lista della spesa, e poco dopo Alice riceve un messaggio "...Vuoi la senape delicata?... ma dove sei?... al supermercato... perché sei uscito da solo?... So tornare indietro... ti ammazzo quando torni...".


STUDIO (aprile 2016)

Il nipote Marcello porta allo zio puzzle e rebus che Alberto apprezza, e sembra anche felice di vedere il ragazzo. Alice nota che gli occhi chiari di Alberto sono svagati; poi riflette sul fatto che non le erano mai piaciuti gli occhi chiari, ma quelli di Alberto erano cerchiati di scuro e l’avevano stregata. Tornano i pensieri di sempre "...Non era colpa di Alberto se si era ammalato, non era colpa di nessuno dei due...". Alberto sale nello studio con il vassoio della cena "...Buon compleanno, Ali...". Ma il compleanno di Alice è tra dieci giorni.


MANSARDA (ottobre 2016)

Alice incontra da tre anni nella mansarda la terapista consigliata da Riccardo. Le piaceva che non prendesse appunti.Anche Alberto aveva una terapista che era stata sostituita con il dott. Gianni Radello, al quale Alice racconta di quando Alberto era uscito da solo per andare in una sala di tango e del suo ritrovamento "...Dovrebbero avvisarti che un informatico, anche con l’Alzheimer, è in grado di disattivare la app di geolocalizzazione...". Spiega a Gianni che hanno ballato insieme perché Aberto non l’ha riconosciuta. Seguono notizie sulla loro vita, che il nuovo medico non conosce "...Non ci siamo mai sposati perché non serviva... Avremmo dovuto farlo...". Alberto crede di lavorare ancora, e usa un vecchio computer il mattino, mentre nel pomeriggio fa puzzle o giochi di ruolo. Intanto Alice racconta la sua quotidianità "...Ho saltato la Fiera di Parigi per non allontanarmi... mi occupo di una gelateria... non resta molto altro spazio...". Il terapista puntualizza "...Lei cosa fa per sé stessa?...". Alice "...I manuali sull’Alzheimer dicono che un caregiver si sente in colpa per essere quello sano...". Vuole una valutazione? "...Non sapevo cosa sarebbe successo, pensavo di avere più tempo... sto facendo tutto quello che devo, tutto quello che posso... non lo colpevolizzo, non mi colpevolizzo...". Gianni chiede se ha preso in considerazione una struttura di ricovero "...Ci sarà un momento in cui non potrà fare tutto da sola...".


STUDIO (ottobre 2016)

L'Italia è al quindicesimo posto nell’assistenza ai malati di Alzheimer. Nel frattempo Alberto ha creato nel computer uno schedario con nomi e volti delle persone che frequenta; ci sono anche link interni "...I malati hanno bisogno della famiglia vicino... ma della famiglia chi si cura? Visita il Link su Alice, con i dati personali, che terminano così... è la tua compagna, state insieme da dieci anni. Cazzo, non è possibile che tu abbia avuto bisogno di cliccare qui...". Alberto prosegue e trova notizie del cognato, Davide, che a volte passa a trovarlo. Poi riprende a lavorare per la sua azienda, come faceva un tempo, anche se pensa di lasciarla. All’improvviso sente dei rumori nella mansarda "...C’era una donna... che tipa strana...". Continuando le sue ricerche al computer, trova un programma fatto da lui e legge "...Hai l’Alzheimer, casomai ti stessi domandando perché hai creato il programma, che prosegue...". Non chiamare Alice. Sei malato dal 2013...". Il computer oggi indica 15 ottobre 2016. Continuando a navigare Alberto entra nella cartella dei documenti  "Fine Vita": Testamento, Testamento Biologico e la voce, "Condizioni" che apre subito "...Avete stabilito di non ricoverarti e non ricorrere a nessun tipo di accanimento terapeutico, e/o terapia sperimentale... in caso di peggioramento… il diritto di andartene con dignità, assistito da Ali... due le condizioni: che tu non ricordi chi sia Alice e che non ricordi della cerniera del mobile in cucina...".

Alice sta chiamando Alberto dalla cucina e intanto apre lo sportello con le cerniere diverse; Alberto le guarda e conclude "...La cerniera è diversa? Si è rotta?...". Alice si preoccupa "...Smettila... dimmi perché la cerniera è diversa...". Alberto si limita a sorridere, stringe le spalle; poi si ricorda di portare la mano al lobo dell’orecchio sinistro, come fa sempre quando è in difficoltà. Alice sussurra "...Ti prego no. Per favore, no...".


CAMERA DA LETTO (1 gennaio 2017)

Alice rifà il letto con lenzuola di lino ricamate a mano; sul comodino la loro foto in montagna con le mele rubate; avevano deciso di fare sempre le cose importanti  il primo di ogni mese. Alice consegna ad Alberto un bellissimo contenitore con le pillole di benzodiazepine, prescritte a lei per l’insonnia. Nel dargliele afferma "...Lo sai che ti amo... Vuoi il pinot nero?...". Alberto accetta rimarcando "...Ti ho già detto grazie?...". Poi avvicina il portapillole, mentre Alice è andata di sotto e sta contando fino a trenta. L’orologio segna 11.20, 1 gennaio 2017. Mentre esce di casa guarda in alto verso la loro camera da letto "...Dietro ai vetri non vede nessuno...".

Dalla Postfazione "...C’è dolore in queste pagine? Moltissimo. E allora perché a volte si sorride? Perché l’intelligenza emotiva in questa storia sa essere più forte della malattia...".

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